Confraternita di San Rocco
L'oratorio Confraternita di San Rocco presente nel comune di Pomaro Monferrato ha una storia ricca di eventi e di cambiamenti nel corso dei secoli. La Confraternita, che ebbe sede nella chiesa di S. Rocco, si costituì nel secolo XV e ebbe statuti propri, tra cui uno approvato da Carlo Borromeo. Fin dal 1474, come le altre chiese della zona, fu smembrata dalla Diocesi di Vercelli e dipese da Pavia. Frequenti erano i disaccordi della confraternita con il parroco di Pomaro.
L'edificio attuale dell'oratorio dovrebbe risalire al secolo XVI, con un altare ligneo datato sul retro 1774. La confraternita di disciplinanti dipendeva da un priore e comprendeva sia uomini che donne. Circa dieci anni fa è morto l'ultimo confratello, ma l'eredità storica e culturale della Confraternita di San Rocco continua a vivere nell'edificio e nella comunità.
All’edificio originale, probabilmente del secolo XVI, si pensa siano stati aggiunti, in epoca assai posteriore, il protiro e il campanile. Il protiro è giustapposto alla facciata che in origine doveva essere liscia e affrescata; il campanile fu riedificato a metà del sec. XVII, modificando anche l'andamento del tetto nell'abside.
Nel foglio dell’Abitato di Pomaro del "Catasto Napoleonico"-1836, la chiesa è raffigurata in una situazione simile all'attuale, con alcune differenze, come la presenza del protiro e l'assenza di uno spazio ora occupato da un garage sul lato sud. La storia dell'oratorio Confraternita di San Rocco è ricca di dettagli e di elementi che testimoniano la sua importanza nel contesto storico e religioso del territorio.
In un documento datato 24 maggio 1742 conservato presso l'Archivio parrocchiale di Pomaro (Faldone "Documenti Confraternita di S. Rocco"), i fratelli Domenico ed Andrea Ranzoni muratori abitanti in Pomaro si impegnano a costruire il nuovo campanile, rinforzare il muro nella parte absidale, levare il recinto murario che circondava la chiesa (infatti era denominata S. Rocco del Recinto), raddrizzare i muri dell’edificio, imbiancarli e fornire lo stucco per aggiustare le finestre. Questo impegno nella conservazione e nel restauro dell'edificio storico testimonia l'importanza attribuita alla chiesa e all'oratorio da parte della comunità locale nel corso dei secoli.
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